Scooterista elettrico licenziato per 25 centesimi: “è insubordinazione”

Erano solo 25 centesimi di corrente elettrica, ma sono bastati a buttare sulla strada un dipendente che aveva ricaricato lo scooter “abusivamente”.

Uno scooterista elettrico è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava in seguito a un “furto” di corrente elettrica del valore di 25 centesimi. Avete capito bene. Ma per l’azienda si tratta di una questione di principio. Ecco la storia.

licenziamento scooter elettrico 25 centesimi
Bergamo, licenziamento incredibile (electricmobility.it – Canva)

L’avvenimento ha visto protagonisti uno scooterista elettrico e un’azienda dell’alta bergamasca. Il processo è attualmente in corso, per cui è del tutto prematuro emettere giudizi. Resta lo stupore per una vicenda che suona incredibile, considerate le cifre in gioco.

Tentiamo di mettere insieme i tasselli del puzzle nella maniera più sensata, lucida e concreta possibile. Cosa che, con i processi di mezzo, spesso è missione ardua e complicata.

Licenziato per 25 centesimi: come stanno davvero le cose

A quanto pare, l’uomo è stato licenziato per aver ricaricato il suo motorino elettrico utilizzando la corrente della rete aziendale, anche se lui stesso sostiene di aver utilizzato elettricità per un valore economico di soli 25 centesimi. Protagonista della vicenda  un 50enne di origine indiana, che fino ad un anno fa era operaio della Novella Bio di Trescore Balneario; si tratta di un’azienda specializzata in agricoltura biologica in serra.

licenziamento scooter elettrico 25 centesimi
Scooter elettrico, 50enne licenziato: cos’è successo (electricmobility.it – Canva)

L’azienda sostiene di aver licenziato il suo ex dipendente per giusta causa, ritenendolo responsabile di ripetuti furti di energia elettrica, nonché di insubordinazione. La questione è stata riportata anche dall’edizione bergamasca del Corriere della Sera, e di recente è arrivata pure alle porte del Tribunale del lavoro di Bergamo. La richiesta dei legali dell’uomo è il reintegro al posto di lavoro e il risarcimento dei mancati stipendi.

Il motivo è legato al fatto che, secondo gli avvocati, il licenziamento rappresenterebbe una ritorsione per l’attività sindacale esercitata dall’uomo in qualità di rappresentante della Confederazione Unitaria di Base all’interno dell’impresa. Il legale della Novella Bio – vicesindaco di Bergamo Sergio Gandi – invece la pensa diversamente. Secondo Gandi, il problema non sarebbe stato nel valore economico dell’energia sottratta, bensì nell’insubordinazione reiterata dal dipendente in più occasioni.

I caso sta procedendo verso la conciliazione tra le parti e non pare che ci sia alcuna indisponibilità a chiarire da parte del lavoratore. Il tutto potrebbe chiudersi, con ogni probabilità, con il riconoscimento di un’indennità di carattere economico. Anche il giudice del processo ha invitato a una conciliazione fra le parti. La prossima udienza, in ogni caso, si terrà nel mese di ottobre.

Impostazioni privacy