Euro 7, attenzione: c’è una grande novità e non tutti l’apprezzeranno

Continuano le discussioni sull’Euro 7, il passo intermedio per i costruttori prima della conversione all’elettrico. Trovato un compromesso.

Ormai da diversi mesi tra le Case automobilistiche e la Commissione Europea si sta giocando una guerra di nervi. Un tira e molla che in queste ore pare finalmente aver trovato un punto d’incontro. Il tema è quello dell’Euro 7, una normativa più stringente rispetto all’attuale Euro 6 in merito alle emissioni inquinanti dei veicoli. I produttori sono scettici perché rappresenta per loro una spesa extra priva di senso, ma la direzione intrapresa è quella e non si tornerà indietro.

Euro 7, cosa cambia per il futuro
Euro 7, il Parlamento Europeo lancia una nuova proposta (Canva) -Electricmobility.it

A questo proposito nell’ultima discussione svoltasi lo scorso giovedì il Parlamento ha varato un’ulteriore importante proposta con 329 voti positivi, 230 contrari e 41 estensioni riguardante le dispersioni nocive provenienti da freni e gomme, oltre alla durata minima delle batterie. Prima dell’ok definitivo, la palla passerà in mano al Consiglio e alla Commissione.

Normativa sull’Euro 7, perché l’Italia festeggia

Intanto il Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Uso giubila, salutando questo primo compromesso come un successo per lo Stivale. Le ragioni di tale euforia sarebbero da ritrovarsi in un cambiamento netto del testo rispetto a quello di partenza, definito dal rappresentante del Governo Meloni come “profondamente migliorato“.  Stando a quanto riportato dal sito dell’Ansa il politico avrebbe definito il provvedimento come una risposta concreta e pragmatica alla realtà.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Essenzialmente il giro di vite è stato imposto alle emissioni di ossidi di azoto, di particolato, del monossido di carbonio e dell’ammoniaca. Il relatore del provvedimento Alexandr Vondra lo ha riassunto come un “equilibrio tra obiettivi ambientali e interessi vitali dei produttori“.

In sintesi la maggior severità sarà indirizzata soltanto ad alcuni punti specifici, mentre verrà tenuto un atteggiamento più morbido su altri, in modo da non penalizzare chi le automobili le realizza, cavallo di battaglia dell’esecutivo di centrodestra del Bel Paese, convinto che certe regole avrebbe soltanto cancellato posti di lavoro, senza portare i benefici sperati in termini di qualità dell’aria.

Sarebbe controproducente attuale politiche capaci di danneggiare sia l’industria del Vecchio Continente, sia i suoi cittadini“, ha quindi affermato.

Se le teste pensanti si danno il cinque, l’ACEA, che unisce i produttori mostra ancora delle perplessità, in quanto ritiene che l’Euro 7 imponga dei costi elevati, in un periodo di già profonda trasformazione dell’automotive.

Quali proposte per il futuro

La revisione del testo non ha invece incontrato il favore dei Verdi, convinti che questa sia un’occasione mancata, in quanto solo una modifica accennata al sistema attualmente in vigore. Il BEUC, organizzazione europea dei consumatori sostiene invece che andrebbe creato un passaporto ambientale delle auto che uniformasse tutte le nazioni della UE, così da aiutare soprattutto chi acquista mezzi usati a capire cosa sta comprando in termini di emissioni.

Biocarburante, cosa chiede l'Italia
L’Italia spinge sul biocarburante (Canva) -Electricmobility.it

Chiudiamo infine con il parere del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Gilberto Pichetto Fratin il quale ha ribadito l’impegno dell’Italia verso l’apertura ai biocarburanti, quali valida alternativa all’alimentazione elettrica per le automobili del futuro, meno inquinanti e più sostenibili visto che in quella maniera il carburante sarebbe derivato da materiali naturali di scarto.

Impostazioni privacy