Auto elettriche, il pericolo c’è ma non è quello che pensi

Mentre il mondo dell’auto si sta dirigendo verso l’elettrico, una grave problematica potrebbe bloccare tutto. Di cosa si tratta. 

Per seguire la normative imposte dalla Commissione Europea in ottica 2035 i costruttori di automobili hanno virato la propria area di interesse all’elettrico. Molte Case hanno addirittura scelto di abbandonare del tutto i motori termici, così da concentrare le risorse esclusivamente su quelli a zero emissioni.

E se gli aspetti positivi di tale conversione sono molti, non mancano quelli negativi. Lo smaltimento e il riciclo restano un punto interrogativo, in quanto ad esempio nel nostro territorio non vi è neppure un impianto. A dirla tutta, la maggior parte degli hub dedicati si trova in Asia.

Batterie auto elettriche, problemi smaltimento
Batterie auto elettriche, i dubbi su smaltimento e riciclo (Canva) – Electricmobility.it

Una situazione che sa di contraddizione visto che la UE si era posta come obiettivo del 50% del recupero entro il termine del 2027 e dell’80% entro il 2031.

Se già questo è motivo di preoccupazione. La problematica vera però è un’altra e ve ne andremo a parlare qui di seguito.

Auto elettriche, il timore che ad oggi non trova risposta

Al momento chi in Italia deve smaltire un accumulatore, ma non sa come fare si sente ripetere soltanto che si tratta di un rifiuto speciale, poi però sul come risolvere la questione è nebbia. Un vulnus, questo, non di poco conto, considerato che se non adeguatamente trattato può generare delle pericolose combustioni, oltre che emettere gas inquinanti.

Un altro particolare da non trascurare è il costo. Lo smaltimento di una batteria di grandi dimensioni viene 4-5 euro al kg, il che significa che quella di una vettura può comportare una spesa di ben 1500 euro.

Il pericolo più rilevante, stando alla denuncia di Legambiente è rappresentato dal fatto, che in barba a quella che dovrebbe essere la corretta procedura, vengano usate temperature molto alte per cercare di recuperare metalli come il rame, incrementando il livello d’inquinamento e rendendo le discariche un insieme di sostanze nocive.

Qualcuno potrebbe obiettare che si può sempre riciclare. Ebbene, le batterie al litio oggi primariamente in uso, sono sigillate per ragioni di sicurezza ed aprirle non è affatto una passeggiata. Inoltre non essendo presente un sistema standardizzato compiere l’operazione è piuttosto dispendioso. Cosa fare poi dei materiali metallici proveniente dalla separazione della plastica? Anche qui non esiste un responso certo.

Ciò che è sicuro che noi, inteso come Vecchio Continente, siamo in evidente ritardo sull’argomento. Non va infatti dimenticato che la prima giga-factory dedicata agli accumulatori fu costruita nel 1991 dalla Sony, mentre in Europa abbiamo dovuto attendere fino al 2022, quando è intervenuta la Francia.

Auto elettriche, problema smaltimento batterie
Auto elettriche, il problema dello smaltimento in Europa (Canva)- Electricmobility.it

In generale sul territorio europeo le si trova primariamente nelle zone del Nord dove la tecnologia è adoperata da tempo e la maggioranza delle automobili è a spina.

Se a fronte della domanda crescente di questi veicoli si investisse in fabbriche, si stima che i posti di lavoro potrebbero crescere di 800mila unità. E qui però si inserisce un altro tema. Come una sorta di serpente che si morde la coda, ci si domanda a cosa possano servire simili strutture se poi non si può riciclare alcuna batteria giunta a fine ciclo e non si ha disposizione la materia prima la realizzazione delle stesse.

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