Licenziato a causa della sua auto elettrica, il motivo è sconvolgente: la notizia fa il giro del mondo

Triste evento per un lavoratore che a causa della sua auto elettrica si è ritrovato in modo del tutto inatteso a essere licenziato.

Si sta discutendo moltissimo in questi ultimi anni per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente e il modo migliore per poter venire incontro alle esigenze ecologiche è quello di limitare quanto più possibile l’utilizzo di auto termiche. Sono moltissime le aziende che stanno dando vita a una serie di vetture a impatto zero, con l’elettrico che però presenta dei problemi.

Ricarica auto lavoro non concessa 40 centesimi
Licenziato a causa dell’auto elettrica (Canva – electricmobility.it)

Uno di quelli più evidenti al giorno d’oggi è indubbiamente quello legato all’autonomia della batteria, con la maggior parte dei veicoli elettrici che dopo poche centinaia di chilometri hanno bisogno di ricaricarsi. Questa pratica spesso è molto lenta, motivo per il quale diventa necessario trovare una serie di stratagemmi per non rimanere mai a secco.

Il consiglio è quello di usare la ricarica rapida quando si è in strada, in modo tale da velocizzare le operazioni, mentre quando si è a casa di usare quella classica, preservando così la batteria. A quanto pare sono moltissimi coloro che decidono di recarsi sul luogo di lavoro a bordo del proprio veicolo elettrico, una scelta altamente ecologica.

In città infatti è di fondamentale importanza limitare quanto più possibile gli spostamenti con auto inquinanti, ma purtroppo qualcuno ha di recente vissuto un’esperienza a dir poco incredibile. Quando usate la vettura elettrica dunque state molto attenti, perché per pochi centesimi è successo un evento davvero incredibile che ha causato un licenziamento inatteso.

Ricarica l’auto elettrica al lavoro: licenziato per pochi soldi

In Germania si sa che chiedono il massimo rispetto da parte delle regole e dunque anche delle situazioni che all’apparenza non sembrano essere così gravi, si trasformano in una vera tragedia. Il caso che ha suscitato non poco scalpore giunge dalla nazione teutonica e a riportarlo è il noto giornale della Bild.

Ricarica auto lavoro non concessa 40 centesimi Volkswagen Golf
Volkswagen Golf Plug-in (Volkswagen Press Media – electricmobility.it)

Quest’ultima ha raccontato che di recente un giovane di 27 anni si è recato al lavoro a bordo della propria Volkswagen Golf Plug-in Hybrid e una volta giungo sul luogo, ha deciso che era il caso di collegare l’auto a una presa da 220 Volt. Quest’ultima si trovava in corridoio, dunque ha dovuto una usare una lunghissima prolunga per arrivare a caricare l’auto nel parcheggio.

Naturalmente questo filo ha provocato non pochi disagi anche ai suoi colleghi, ma il lavoratore si è giustificato affermando che la sua automobile fosse ormai giunta al termine della propria batteria. Una volta che il capo ufficio è entrato nella stanza si è reso conto di quello che stava accadendo, motivo per il quale ha deciso di punire nel modo più severo possibile il lavoratore, decidendo addirittura di licenziarlo seduta stante.

Una scelta che ha sconvolto il giovane Florian, questo il nome del possessore della Volkswagen Golf Plug-In Hybrid,  che riteneva di non aver certo commesso nulla di grave. Il licenziamento sarebbe stato ingiusto e ha chiesto all’avvocato di impugnare le carte. Alla fine il Tribunale di Duisburg lo ha accolto, obbligando l’azienda a una buonuscita di 8000 Euro. I rapporti erano troppo tesi e dunque non ha potuto riottenere il posto di lavoro, il tutto a causa di una ricarica di soli 40 centesimi.

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