Auto elettrica, i falsi miti: 10 fake news che ti stanno fregando

Per tutti coloro che intendono sposare il progetto elettrico è bene tener presente alcune fake news che rischiano di influenzare la scelta

Girano tante notizie inesatte sulle auto elettriche e questo sta portando anche ad un rallentamento delle vendite, a dire il vero non solo in Italia ma in tanti altri Paesi europei.

Tutte le cose non vere sulle auto elettriche
Le false credenze sulle auto elettriche (ElectricMobility – Pixabay)

La transizione ecologica è partita già da diversi anni nel mondo dell’Automotive, sia per un discorso di mercato che per una reale salvaguardia dell’ambiente. Il cambiamento climatico richiede un intervento specifico da parte di tutti e anche i Governi devono svolgere la loro parte sui temi legati alla mobilità. Il target del passaggio completo all’elettrico entro il 2035 è stato sposato dal Parlamento Europeo e richiede un impegno non indifferente per gli Stati membri. Fermare la produzione di ICE per arrivare ad un esclusivo parco auto BEV o ibrido, non sarà di certo semplice.

Soprattutto nel nostro Paese a non aiutare questo passaggio contribuisce anche un problema di conoscenza, dettato spesso dalle fake news che si trovano in giro nel web. Dai possibili incendi, alla durata della batterie, ai costi di manutenzione, ci sono dei punti che vanno chiariti. Oggi prendiamo in esame quanto riportato da Federcarrozzieri, per fornirvi una guida pratica sulle vetture elettriche e sulle loro reali caratteristiche.

Tutte le fake news sulle auto elettriche da sfatare: ce ne sono moltissime

Iniziamo dal dire che NON è vero che prendono fuoco più facilmente delle auto a combustibili fossili. Hanno delle percentuali esattamente simili e controlli molto accurati prima di essere immesse in commercio. L’unica cosa da dire è che una volta che il fuoco è divampate, con le batterie, per un discorso di materiali, l’incendio è più complicato da spegnere.

Le cose che non sapevate sulle auto elettriche
I miti da sfatare sulle auto elettriche (ElectricMobility – Pixabay)

Per quanto riguarda l’inquinamento la riduzione di emissioni non può essere messa in discussione (come fatto da qualcuno). Il calo effettivo in Europa è del 69% in meno di CO2 rispetto ad un Diesel. Emettono 75 gr di CO2 per km contro i 250 gr delle auto a gasolio.

Terzo punto riguarda la qualità dell’aria, in modo strettamente collegato a quello precedente. L’inquinamento complessivo e dell’80-90% superiore per i combustili fossili rispetto all’elettrico.

Inoltre le batterie della vetture elettriche possono essere riciclate e riutilizzate, con la stessa UE che ha fissato in un minimo del 70% la quantità di materiale delle batterie che può svolgere nuova funzione.

Nessuna paura anche per quanto concerne l’autonomia, con i modelli attuali che arrivato ampiamente oltre i 300 km con una ricarica di batterie da 75/100 kWh. Inoltre anche le ricariche possono essere più convenienti rispetto ad un pieno di carburante alla stazione di servizio, specie se usufruiamo di pacchetti e abbonamenti offerti dalle società abilitate.

Auto elettriche, prezzi e punti di ricarica sono miti da sfatare: sono convenienti e facili da utilizzare

La diffusione delle colonnine di ricarica
Tutti i dati sulle auto elettriche (ElectricMobility – Pixabay)

La diffusione dei punti di ricarica è aumentata a dismisura negli ultimi mesi arrivano a toccare quota 45.000, con oltre 25mila colonnine dislocate in 16.557 punti diversi. Se pensiamo che il totale di veicoli elettrici al giorno d’oggi in Italia sono 209.000 abbiamo una proporzione assolutamente adeguata.

Per quanto concerne l’affidabilità dei motori elettrici va sottolineato come la maggior parte dei costruttori dà una garanzia di almeno 8 anni o 160.000 km e anche dopo questa distanza di solito le batterie mantengono almeno il 70% della loro funzionalità. Anche dal punto di vista dei prezzi di acquisto, nonostante una base di partenza più alta, ad oggi le BEV si trovano in offerte davvero convenienti, con cifre assolutamente paragonabili alle ICE.

Anche la manutenzione è tutt’altro che peggiore rispetto a diesel o benzina, con  minor necessità di intervento. Solo gli incidenti possono portare a spese superiori per quanto concerne i materiali di ricambio spesso più “preziosi”.

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