Colosso coreano, colpo alla Cina: costeranno meno con la nuova tecnologia

Dalla Corea arriva un nuovo studio per rendere un dettaglio delle auto elettriche meno costose. Ecco da cosa è nato il derby asiatico.

Ci stanno già lavorando e nel 2024 diventerà realtà tangibile. Non è dunque un’eresia affermare che ciò che sta nascendo in Corea potrebbe rappresentare un colpo non da poco ai danni della Cina, leader indiscussa per quanto riguarda le materie prime e lo sviluppo degli EV. Alla luce di questo strapotere commerciale ed economico, molti Paesi hanno cominciato ad approfondire la tematica per trovare delle alternative per rendersi indipendenti, ivi comprese altre nazioni dell’Asia.

Auto elettriche, cosa cambia nel 2024
Auto elettriche vicine ad una rivoluzione (Canva) – Electricmobility.it

In questo senso nel 2022 gli Stati Uniti diedero vita all’Inflation Reduction Act per agevolare tutti i costruttori disponibili a produrre all’interno dei confini americani, mentre adesso è arrivato il turno di Seul.

La Corea sfida la Cina, cosa succederà nei prossimi mesi

Nello specifico lo Hyundai Motor Group sta approfondendo l’argomento batterie al litio-ferro-fosfato e alla fine del prossimo anno il processo di sviluppo dovrebbe vedere la fine. A rendere noto l’avanzamento dei lavori ci ha pensato il quotidiano  Korea Herald  che, con una certa soddisfazione, ha salutato il programma del celebre marchio, quale primo passo fondamentale per avere auto a spina più economiche.

Gli accumulatori LFP oltre ad essere più a buon mercato, sono altresì più sicuri ed efficienti, di conseguenza molte Case si stanno indirizzando verso questa soluzione. Si pensi soltanto al piano autarchico messo in piedi dal Gruppo Volkswagen che nei suoi stabilimenti in Germania realizzerà ogni elemento della vettura, batterie comprese. Così pure in questa avventura si stanno buttando Toyota e Ford che ha già deciso di montarle sulla sua Mustang Mach-E.

Sebbene possa sembrare una questione puramente tecnica, in realtà ha un ché di politico, e quindi è molto delicata. Si pensi che proprio il brand a stelle e strisce ha dovuto bloccare la produzione di questi innovativi accumulatori nella sua base del Michigan, per paura di qualche brutto scherzo da parte del partner cinese CATL che, attualmente le fornisce l’alimentatore per la Kona Electric e per la KIA Ray EV.

Timori o non timoriHyundai sta invece andando avanti come un caterpillar plasmando e concretizzando un proposito di durata biennale che dovrebbe servire ad approvvigionare, dal 2025, la sua linea di prodotti e quelli della KIA per quanto concerne i mezzi di piccola e media cilindrata.

L’obiettivo stabilito è quello di superare i 60 ampere per quanto concerne la capacità delle celle, mentre la densità energetica dovrebbe toccare i 300 W per kg. Tutto ciò per avvicinarsi al livello delle più onerose batteria al magnese, al cobalto e al nichel.

Hyundai, investimento sulle batterie LFP
Hyundai sfida le batterie cinesi (Pixabay) – Electricmobility.it

Considerato che una delle ragioni per cui il full electric non riesce a sfondare come qualcuno vorrebbe è da ritrovarsi proprio nel costo iniziale delle macchine, poter godere di prezzi più vantaggiosi potrebbe portare una ventata di aria fresca e di speranza al settore. Per rendere l’idea più facilmente applicabile l’azienda coreana si è unita a piccoli produttori locali di accumulatori, oltre che a big come LG, Samsung e SK On.

Come detto questo è soltanto lo step iniziale verso un più complesso piano decennale da sette miliardi di dollari.

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